Pietro Arturo Streglio nacque a Torino in
Via della Consolata n° 5 da una famiglia
modestissima il 22 gennaio 1885. Dopo aver
frequentato, con ottimo profitto, le scuole
elementari dovette, con grande rammarico,
abbandonare gli studi per esigenze familiari.
All'età di 11 anni fu mandato a lavorare
presso un artigiano che fabbricava oggetti
di zucchero decorati e uova pasquali di
cioccolato. Fu così che imparò
i primi elementi della decorazione dolciaria.
Alla fine del 1899, si impiegò
presso la rinomata ditta Talmone. Lavorò
nel reparto confetteria, apprendendo i
primi rudimenti del mestiere. Nel 1908
fu nominato Capo Reparto Confetteria.
Diede al lavoro tutto il suo entusiasmo
e la sua volontà, imparando moltissimo
e contribuendo attivamente al miglioramento
e al rinnovo di molte lavorazioni. Alla
fine della prima guerra mondiale, nel
1918, il Presidente della Talmone, a seguito
di alcuni furti avvenuti nello stabilimento,
assunse due ufficiali dell'Esercito come
Direttori, i quali instaurarono una disciplina,
a tal punto insostenibile e scorretta,
che diversi responsabili diedero le dimissioni.
Nel 1922, molti di loro si trasferirono
alla ditta Bonatti di Milano dove però
trovarono un'accoglienza ostile.
Venuto a conoscenza
della disponibilità di alcuni locali
e di certi vecchi macchinari in via Principi
d'Acaja 51 a Torino, Streglio, con un
piccolo capitale e con quello concessogli
da un amico (nonché collaboratore),
decise di affittarli e, oltre a ciò,
di acquistare alcune macchine raffinatrici
dalla ditta Lehmann di Dresda, incominciando
così la lavorazione del cioccolato.
I suoi prodotti, dal gusto squisito e
delicato, ottennero fin da subito un insperato
e grande successo.